Oggi mi sento polemica, quindi vi preannuncio un post polemico e politicamente scorretto.
Ma siccome mi sento polemica e arrabbiata col Mondo, mi prudono le mani e non posso fare a meno di arrabbiarmi e di lanciare la mia rabbia nell’etere.
Ho letto una cosa che mi ha sconvolta. Lo ha scritto una community di artigiane che vendono il rete, una bella grossa e famosa, che dava alle sue iscritte questi consigli
Tre buoni motivi per alzare i tuoi prezzi:
1) se tieni i prezzi troppo bassi, anche se vendi tanto, non avrai mai un reale guadagno, una volta tolte le spese (materiali, etsy, paypal, tempo impiegato a creare, tempo impiegato a fotografare e listare, eccetera.).
2) se hai prezzi molto bassi, gli acquirenti potrebbero percepire il tuo lavoro come di bassa qualità o dubitare che sia fatto a mano.
3) con i prezzi molto bassi fai concorrenza sleale ai venditori della tua categoria, perché i tuoi prezzi non sono veritieri, non tenendo conto di tutti i fattori sopra elencati.
Ora, già l’inizio mi suona male: tre buoni motivi per alzare i tuoi prezzi.
Faccio una doverosa premessa.
Qui non stiamo parlando di cinesi, che lavorano in condizioni che in Italia consideriamo illegali, che non tutelano i propri lavoratori, che li sottopagano, che utilizzano materiali scadenti, ecc.
E non stiamo neanche parlando di lavoratori in nero che, proprio perchè non pagano tasse, possono fare prezzi più bassi e quindi concorrenza sleale.
Qui si parla di artigiani, persone che amano realizzare a mano qualcosa, che sono molto brave a fare delle cose e hanno deciso di monetizzare vendendo online. Tutte nella stessa condizione, dunque.
Allora, facciamo qualche esempio, giusto perchè noi siamo gente terra terra e ci capiamo meglio: io faccio cerchietti favolosi e li vendo online. Mi faccio due conti sul materiale che utilizzo, sul tempo di realizzazione (le spese di spedizione sono a parte, quindi non le conto) e decido di vederli a 10€ ciascuno.
Ora, c’è un’altra persona che fa cerchietti, diversi dai miei, ma pur sempre cerchietti, e li vende a 50€. Magari impiega più materiali, magari ne impiega di più pregiati, oppure sono più complessi ed elaborati.
Fatti suoi.
Se io decido di guadagnarci 5€ al pezzo saranno anche fatti miei, no?
Perchè devo metterli in vendita ad un prezzo maggiore, ritenuto più “veritiero”, se magari ci guadagno sulle quantità? Magari io ne vendo 5 al giorno e quella che li vende a 50€ ne vende due a settimana.
Sono scelte, a mio parere, insindacabili.
Si chiama libero mercato.
Se chi vende di più vende di meno, può abbassare il prezzo.
Se col prezzo più basso non ci sta con le spese, forse deve rivedere la produzione e cambiare tipologia di materiale, o altro.
Il prezzo lo fa il mercato.
Non un gruppo che decide qual’è il prezzo “veritiero” più adatto.
Non so a voi, ma a me puzza di lobby.
Posso anche capire che un prezzo basso per tanta gente significa minore qualità, ma anche questi prodotti hanno un mercato, quindi perchè cambiare?
Facciamo un altro esempio, relativo alle nozze, escludendo i prodotti cinesi e quelli in nero. Parliamo di abiti da sposa.
Ci sono abiti da sposa realizzati con materiali buoni, italiani, da artigiane italiane. Questi abiti hanno prezzi tra le 600 e le 900€.
Poi ci sono abiti di marca rinomata, venduti in atelier importanti e hanno prezzi dai 1500€ in su, a parità di qualità di stoffe e rifiniture.
Non possiamo chiedere ad una piccola sartoria artigianale di alzare i prezzi perchè considerati concorrenza sleale. Possiamo accettare che ci siano altri canali, altri mercati e, se si crede nel proprio prodotto, continuare a testa alta per la propria strada.
Viviamo in un paese che cerca di livellare sempre tutto e tutti. Con la scusa del diritto allo studio per tutti si è livellata la scuola verso il basso, perchè così anche i ciucci patentati possono arrivare al diploma. Invece i prezzi cerchiamo di livellarli verso l’alto.
L’avevo detto che ero polemica.
Però mi piacerebbe sapere voi come la pensate e se guardate con sospetto ad una cosa che vi piace solo perchè “costa poco”.
Ieri ero un po’ demoralizzata, pensavo alle mie idee, a come vedo il Mondo e a come il Mondo vede me.
C’era una canzone dei Pearl Jam che parlava di desideri e il mio preferito era “I wish I was an alien at home behind the sun” e io mi sentivo così, un alieno che ha casa dietro il sole, un alieno atterrato sul pianeta sbagliato, in un’epoca sbagliata, in un corpo sbagliato e nella famiglia sbagliata.
Così ho una idea, ci credo nel profondo, sono convinta che qualcosa nel sistema non va e mi sono messa in testa di condividere questa idea con altre persone che magari si trovano a disagio, che non capiscono, che non sanno da dove iniziare. Mi accorgo che c’è terreno fertile, nel sommerso dove mi sono andata a caccia di diversità, c’è gente che la pensa come me, che sente il bisogno di cambiare lo stato delle cose, di volgere lo sguardo altrove e non dove i paraocchi del comune pensare vogliono che guardiamo.
Ma c’è anche cattiveria, durezza, interessi personali offesi e da rivendicare, acidità e diffidenza.
E’ normale, mi dico.
E’ estenuante, penso.
E’ sfibrante, chi me lo fa fare?
Me lo fa fare la mia voglia di dire la mia, di provarci, quel sogno di adolescente che vuole cambiare il mondo, almeno il mio mondo.

Poi ieri sera leggevo l’articolo-racconto di Roberto Saviano su Vanity Fair e sono rimasta folgorata da questa frase:
“Chi ha ambizioni è visto con sospetto” seguita da una citazione:
“Se teorizzo qualcosa di apparentemente irrealizzabile, incontro sicuramente il consenso di qualche salotto. Se vado oltre, spiegando come realizzarlo tecnicamente, nel dettaglio, rischio di rendermi ridicolo. Se poi lo realizzo, vengo trattato con ostilità”
- Adriano Olivetti -
Ecco, è davvero così. Ora sono tra la fase di rendermi ridicola e l’essere trattata con ostilità.
Ma vado avanti. Perchè ci credo. E se non lotti per quello in cui credi, che campi a fare?
Perchè io non sono mai stata fatta per un lavoro di routine, alienante e senza personalità, io ho bisogno di sfide, di metterci il cuore e l’anima, di crederci.
Solo così mi sento viva.
Solo così non mi sento un cadavere che cammina in attesa che la vita abbia fine.
Lo faccio per me, solo per me. Infondo me ne frego se riuscirò a cambiare davvero, non dico il mondo, ma anche un piccolo frammento. Quello che amo è crederci e provarci.
Sandra

Parte oggi il Concorso n° 4 organizzato da Nozzefurbe, il primo del 2012, ricco di premi e di opportunità per tutti gli sposi, ma soprattutto le spose.
Questa volta abbiamo deciso di cambiare un po’ le regole, niente più voti tramite Facebook, ma una bella estrazione completamente casuale, quindi non conterà avere tanti amici e neanche realizzare qualcosa di speciale da votare.
Conterà solo ed esclusivamente la Fortuna nella maniera più democratica possibile.
Prima di spiegarvi come partecipare, voglio presentarvi i premi. Si, avete letto bene, al plurale. Perché ci sono in palio ben quattro premi per i primi quattro estratti.
1° estratto – un abito da sposa messo a disposizione dal Centro Sposi Paradiso di Milano
2° estratto – n° 80 confetti decorati a mano messi in palio da Petali di Tulle di Pescara (Pe)
3° estratto – stampa su tela di dimensioni 30x30 messa in palio da Daniela Scorza di Acireale (Ct)
4° estratto – due confezioni di Glossybox, una per donna e una per uomo, messe in palio da Glossybox.it
Per sapere come partecipare, leggi l’articolo completo
Per chi vuole risparmiare anche sull’abito da sposa, la scelta è davvero molto ampia.
Fai questo test per scoprire il tipo di matrimonio più adatto a te.

Senti il TG e resti basita.
Passi attraverso stati confusionali ed emozioni alterne.
C’è la crisi. Manovra strozza italia. Aumenta la benzina. 5 milioni di Italiani in vacanza per il ponte dell’immacolata. Il 43% dei possessori di Yacht in Italia dichiara un reddito di meno di 20mila euro. Aumenta la benzina di 10 centesimi e i pomodorini aumenteranno di 12 centesimi al chilo. Arrestano un boss che era un brav’uomo.
MA INSOMMA
Allora, c’è la crisi, siamo chiamati tutti a fare sacrifici PER L’ITALIA, viene presentata una manovra pesante, indubbiamente, che tra le altre cose prevede un aumento del costo della benzina. La manovra NON E’ ANCORA STATA APPROVATA, ma i benzinai si sono portati avanti e hanno già aumentato la benzina, guarda un po’, per festeggiare l’Immacolata Concezione. E l’Italiano medio che fa? Alza le spalle e va a fare il pieno per andare a fare il ponte in montagna, a sciare sulla neve artificiale o per andare a fare shopping natalizio.
ALLORA, LA CRISI C’E’ O NON C’E’?
Perchè se l’italiano non arriva a fine mese, per il ponte RESTA A CASA, a fare albero e presepe con gli addobbi dell’anno scorso, per non spendere soldi che dice di non avere.
E stiamo parlando di 1.7€ al litro, cioè, per chi non si scandalizza….3.400 lireTREMILAQUATTROCENTOLIRE AL LITRO
Non ci sta bene? C’è solo un modo per protestare: NON FARE BENZINA.
Devi andarci a lavorare? Mettiti d’accordo con i colleghi.
Non hai colleghi? Usa i mezzi.
Non è possibile? Usa la bici, vai a piedi.
Non è possibile? NON USARE LA MACCHINA quando non vai a lavorare.
E questo era un punto.
Il secondo è relativo agli aumenti previsti per i prodotti, in funzione dell’aumento di benzina.
Se la benzina aumenta di 10 centesimi al litro, come fai tu ad aumentarmi i pomodori di 12 centesimi? Perchè qui c’è qualcuno che ci guadagna ad ogni aumento di carbirante, per la cronaca questo è il quinto dall’inizio dell’anno.
Ancora se non ci sta bene, l’unico modo che abbiamo per protestare è NON ACQUISTARE.
Acquistiamo solo quello che serve davvero, e che ha un prezzo ragionevole.
Insomma, qua ci comportiamo da polli e poi piangiamo perchè ci aumentano le tasse. Andiamo in vacanza e poi piangiamo perchè non arriviamo a fine mese. Coerenza gente, coerenza.
La questione del boss che era tanto un brav’uomo non la voglio commentare, mi ci viene da piangere!
Ci penso da un po’, ci penso e ripenso ogni giorno.
Nozzefurbe è nato proprio da questo pensiero, dall’idea che la crisi c’è e che non si possono più spendere cifre assurde per un matrimonio.
Insomma, i giovani lamentano la carenza di lavoro, la precarietà, l’altissima percentuale di disoccupazione e, per tutti questi motivi, dicono di non potersi sposare e rimandano in attesa di tempi migliori.
Per questo, dicono i giornali, le tv, le statistiche.
Poi però vai a vedere, a zoommare sulla nuda e cruda realtà e scopri che nessuno vuole rinunciare a nulla, che gli sposi sognano e chiedono e i genitori semplicemente pagano.
Scopri spose che si lamentano degli alti prezzi degli abiti da sposa, ma poi evitano di partecipare ad un concorso dove l’abito te lo regalano.
Scopri che “low cost” va di moda e trovi weddin planner che fanno pacchetti “low cost” tutto compreso (tranne il PRANZO) a quasi 20.000€….VENTIMILAEURO, dico io. E senza mangiare, che è la spesa maggiore, perchè 100 invitati a 100e ciascuno fa la bellezza di altri 10.000 euro!
Oppure sedicenti offerte low cost di fotografi che chiedono 1900€ senza filmino.
Non mi sono sposata ieri, ma neanche il secolo scorso.
6 anni fa un servizio fotografico + filmino (professionali) li pagammo 1300€ da un professionista bravo e anche alla moda.
Spendemmo TUTTO COMPRESO 13.000€, compreso il pranzo in villa non low cost, ma chic, pranzo di solo pesce.
6 anni fa non avevamo crisi, siamo stati attenti per convinzioni personali, abbiamo fatto un matrimonio intimo per scelta, non per necessità, ma abbiamo speso 13.000€, non 30.000€.
C’è la crisi, si ricorre agli sponsor e poi non si vuole rinunciare a nulla.
C’è la crisi, non si arriva a fine mese, ma si fanno 2 vacanze l’anno.
C’è la crisi, non si pagano le bollette, ma si fa la fila per acquistare l’I-Phone.
C’è la crisi?
(photo + poster from Allen Hemberger - via That’s Happy > Oh Cupcakes)
via Black*Eiffel